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RESISTENZA IN VALCAMONICA
LOZIO-MONTI DI CERVENO
Da Sommaprada si procede a piedi fino alle case del Monte di Cerveno.
Proseguendo a sinistra si raggiunge la chiesetta di S. Cristina da dove si ridiscende a Sommaprada. Da lì ci si può portare a Laveno sui luoghi della cattura di Giacomo Cappellini.
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Il Comandante del Gruppo C8, Giacomo Cappellini, Il Maestro, opera nella zona di Cerveno, Lozio e Losine. Il sabato 20 gennaio 1945 con Carlo Sandrinelli, Camara, di Cividate, il Comandante arriva a Laveno alla locanda della signora Vittoria dove intende pernottare per recarsi il giorno successivo in Val di Scalve per una missione. La domenica 21 gennaio alle 6 di mattina durante la celebrazione della messa si crea un fuggi fuggi generale perché è stata avvistata una colonna di fascisti che sale da Malegno. La signora Vittoria esce da chiesa e riesce ad avvisare Cappellini che si getta prontamente verso il sentiero che porta a Losine, non sospettando che una colonna di fascisti salga anche da là. Cappellini riesce a proteggere Camara che scappa, ma viene ferito al braccio destro e all’addome e catturato. Caricato su un carro è trasportato alle carceri di Breno e da lì, dopo una settimana, portato al Castello di Brescia. Nonostante percosse e torture riesce a non compromettere il suo Gruppo e ordina che nessuno dei suoi partigiani si offra in cambio della sua liberazione. Viene fucilato il 24 marzo 1945, un mese prima della Liberazione, dopo aver perdonato i suoi carnefici. Ci resta la testimonianza della sua forza morale nelle lettere che clandestinamente ha potuto far recapitare ai familiari.
È medaglia d’oro della Resistenza.
Bibliografia per approfondimenti:
Daniele Venturini, Giacomo Cappellini e la Resistenza in Valle Camonica, El Carobe, Esine 2007.
G. Cappellini jr. – M. Franzinelli, Alla Mirabella, Grafo, Brescia 2003.
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