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Borno-Pratolungo

RESISTENZA IN VALCAMONICA

BORNO-PRATOLUNGO


Raggiunta da Borno Croce di Salven, si scende appena oltre Case Gialle e si imbocca a sinistra una strada in direzione Prave. Arrivati al nucleo di case, si prende a sinistra per la Val Sorda. Il sentiero sale fino a due pozze d’acqua. Da lì si prende a destra il sentiero per la malga Guccione di Pratolungo recentemente restaurata dagli alpini e adibita a rifugio e bivacco. Un cippo ricorda la battaglia (la prima della Resistenza camuna), la cattura e l’uccisione dei partigiani. Per il ritorno, ai laghetti si prende il sentiero sul versante destro della Val Sorda che si ricongiunge alla strada asfaltata al passo di Croce di Salven.

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La battaglia di Pratolungo: 8 dicembre 1943

Il tenente colonnello Farruccio Lorenzini costitusce una delle prime formazioni di ribelli bresciani che si stabilisce nei pressi di Polaveno, tra la Valtrompia e la costa bresciana del lago d’Iseo. Nei primi giorni di dicembre 1943, a seguito della battaglia di Croce di Marone (9 novembre 1943), un gruppo di 25 uomini si trasferisce in Valcamonica con l’incarico di costituire il battaglione “Valcamonica”.
L’8 dicembre, attraversato Darfo, il gruppo raggiunge le cascine di Pratolungo, nella zona di Terzano. Lì, nel pomeriggio dello stesso giorno, viene accerchiato dalle Brigate Nere, 150 uomini, guidate da spie locali. Nel combattimento, durato circa due ore, cinque partigiani vengono uccisi e quattordici catturati. A questi vanno aggiunti altri cinque uomini arrestati a Darfo nei giorni immediatamente successivi come membri dello stesso gruppo partigiano. Muoiono a Pratolungo Alessandro Cavalli, Mario Voltolini, Henrik Stefancic, Ivan e Stefano, combattenti sovietici che si erano uniti ai partigiani italiani. Viene ferito in loco Armando Pollastrelli. Il comandante del gruppo, colonnello Lorenzini, condotto a Darfo, viene pubblicamente bastonato insieme ai suoi compagni. Legato mani e piedi è messo alla berlina sulla pubblica piazza e quindi accompagnato dal Municipio alla Casa del Fascio tra gli scherni e i colpi soprattutto dei fascisti locali. I prigionieri vengono poi trasferiti a Brescia il 10 dicembre dove vengono nuovamente esposti ad insulti prima di essere rinchiusi nelle prigioni del Castello.
Il 31 dicembre il Tribunale Militare Straordinario, convocato d’urgenza, condanna dieci persone di cui quattro a morte e altre a più anni di carcere militare. All’alba di sabato 1 gennaio 1944 vengono fucilati il ten. col. Ferruccio Lorenzini, Giuseppe Marino Bonassoli, René Renault, Kostantinos Jorgiu.
Ferruccio Lorenzini è stato insignito della medaglia d’argento al valor militare alla memoria.



Bibliografia per approfondimenti:
Comune di Darfo Boario Terme, BIM, Comunità Montana di Valle Camonica,
40° anniversario della Battaglia partigiana di Pratolungo di Terzano, editrice Aperion, Brescia 1984





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